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Duomo Parma  26/05/2013

Il saluto del Vescovo

La celebrazione dei 900 anni della dedicazione della Cattedrale di Parma ci offre l'occasione per approfondire la conoscenza della nostra identità cristiana, sociale e culturale.
Nella seconda metà dell'XI secolo Parma fu coinvolta nei grandi avvenimenti europei del tempo, avvenimenti che rientravano nello scontro tra papato e impero, tra la libertà e il potere, e che stavano dando origine alla città medioevale.
Anche oggi Parma è inserita nelle vicende europee che affrontano temi importanti: la salute, la salvaguardia del creato, la globalizzazione, il pluralismo culturale, la nuova economia.
L'edificio che noi stiamo per festeggiare è chiamato in vari modi: Chiesa-Duomo-Basilica-Cattedrale. Ogni nome ha un suo significato.
Il primo termine è Chiesa, parola di origine greca che indica la "con-vocazione", l'insieme delle persone chiamate (=vocate) a stare insieme. Chi chiama è Dio. Penso a quando presiedo in Cattedrale: c'è tanta gente, quella gente è "la Chiesa". Non sono i muri, ma le persone che stanno insieme perché chiamate da Dio che fanno la Chiesa. La Cattedrale è stata progettata piena di gente credente, non per uno spazio vuoto o invaso dai turisti.
Il secondo termine è Duomo, viene dalla parola latina "domus", casa. Una casa di chi? È la casa di Dio. È casa simbolica perché Dio non ha la casa; esprime il desiderio dell'uomo di uscire dallo spazio del feriale per andare verso il mistero di Dio.
Il terzo termine è Basilica; era usato per gli edifici pubblici romani che servivano per gli affari, la giustizia, per incontrarsi. La Basilica cristiana è un luogo pubblico dove il popolo di Dio si riunisce per il culto, per il servizio divino, dove la gente entra come protagonista.
Il quarto termine è Cattedrale, cioè il luogo dove c'è la "cattedra" del Vescovo, dove il Vescovo insegna la parola di Dio che invita alla conversione, che convoca i credenti e li fa diventare popolo di Dio.
Lo spazio che i muri della Cattedrale ritagliano è uno spazio di incontro, di ascolto, di comunione, di preghiera. Una Cattedrale è una realtà viva, è il risultato della volontà comunitaria di tanti, in tempi diversi.
Chi decise di costruire la Cattedrale e chi la realizzò 900 anni fa sapeva quello che voleva e non si scoraggiò di fronte a molte difficoltà.
Adesso stiamo per celebrare i suoi 900 anni. È significativo il fatto che le celebrazioni centenarie trovino unite nella collaborazione, pur distinte nei propri ambiti, le tre Istituzioni maggiori: l'Amministrazione provinciale per il territorio, quella comunale per la città, la Diocesi per la comunità cristiana. E' stata una scelta precisa compiuta dai responsabili fin dall'inizio dell'elaborazione del progetto per le Celebrazioni del Centenario.
Possa questa comunione d'intenti contagiare tutti i cittadini, diventare coscienza comune e cultura condivisa, perchè ciascuno con le caratteristiche proprie concorra alla realizzazione del bene comune.

+ Cesare Bonicelli
vescovo





data di modifica: 08/11/2005